I 6 Pilastri dell’Autostima ||Considerazioni su come aumentare l’autostima

Come aumentare l’autostima

I 6 Pilastri dell’Autostima ||Considerazioni su come aumentare l’autostima

ChiacchiereconStefy

 

Buongiorno Ragazze,

come state?

Io benone!

 

A quanto pare ci ho preso gusto con questi post a proposito della crescita personale, forse perché è uno dei tanti argomenti che mi sta appassionando in questo periodo.

Al momento sto leggendo un manuale che tratta di come aumentare l’autostima e volevo rendervi partecipi delle cose che sto apprendendo.

 

Come aumentare l’autostima

 

Il libro in questione si chiama: I sei pilastri dell’autostima ed il suo autore è Nathaniel Branden, psicologo di fama internazionale specializzato proprio in come aumentare l’autostima, tema a lui carissimo e trattato in diverse pubblicazioni.

Mi sono imbattuta in questo libro per caso, ad una fiera, e mi sono detta, perché no?!

Qualche consiglio in materia può sempre tornare utile, anche perché mi sono sempre considerata una persona razionale e obiettiva, ma non sempre lo sono stata nei miei riguardi… anche se devo dire che negli ultimi anni lo sono stata molto di più e credo che il mio livello di autostima abbia raggiunto un livello ampiamente sufficiente… ma si può sempre migliorare!

Pensavo di trovarmi di fronte ad un libro molto più scorrevole, in realtà iniziando a leggere sin dalle prime pagine mi sono resa conto che non era un libro di semplici tips da applicare nel quotidiano, bensì un vero e proprio testo di psicologia… non è semplicissimo da leggere, vi avviso!

Io comunque vi lascio il link al mio Amazon Affiliate se volete essere voi a scoprire di cosa parla, altrimenti continuate a leggere e cercherò di riassumervi quello che ho carpito.

Se siete qui probabilmente volete capire come aumentare la vostra autostima e spero in qualche modo di esservi utile!

 

I SEI PILASTRI DELL’AUTOSTIMA! COME AUMENTARE L’AUTOSTIMA (PRIMA PARTE): COS’È L’AUTOSTIMA

 

Come aumentare l’autostima

 

Le prime 70 pagine del libro, ve l’ho detto che avrei cercato di riassumere quanto più possibile per facilitarvi, parlano di quello che secondo l’autore è il significato reale del termine, in quanto se non conosciamo bene la materia che vogliamo padroneggiare è difficile riuscirci; io sono pienamente d’accordo in questo.

Il concetto che viene perpetrato e rimarcato maggiormente, in modo che sia ben assimilato, è il fatto che per aumentare l’autostima dobbiamo guardare dentro di noi e non all’esterno. Questo è il concetto fondamentale, l’autostima come parte integrante della nostra coscienza, deve derivare da ciò che siamo e dall’esito delle nostre azioni e scelte.

È chiaro che l’autostima si costruisce come un percorso: da bambini nasciamo tutti con il medesimo livello di autostima e alcuni fattori esterni possono minarla o aiutarci a rafforzarla, la famiglia in questo è fondamentale; ad un certo punto però sta a noi staccarci dai fattori ambientali e rivolgerci a noi stessi con consapevolezza. L’autostima è un aspetto che possiamo aumentare da soli, lavorando su noi stessi o in certi casi con l’aiuto di un professionista (non è mai sbagliato cercare aiuto se ci sentiamo intrappolati in una routine mentale che ci fa stare male).

Secondo Nathaniel Branden, l’autostima che ci costruiamo dipende da due fattori (li citerò testualmente):

  1. La fiducia nelle nostre capacità
  2. La fiducia nel nostro diritto al successo e alla felicità.

 

Cercherò di spiegarvi quello che ho capito nel modo più semplice possibile!

  • Il primo punto è una fiducia insita in noi stessi, è un senso di consapevolezza nel fatto di avere le capacità di cavarcela, le capacità di poter imparare ciò che non sappiamo e di saperci giostrare in caso di imprevisti.

Non è inerente a qualche evento in particolare, ma è più invece un credere in noi stessi, sapere che siamo adatti e sapremmo comportarci adeguatamente in ogni situazione.

 

  • Il secondo punto forse è un sentimento un po’ più innato e profondo, ma sul quale comunque è possibile lavorare, il fatto di saper gioire di ciò che di bello ci capita ed essere fieri dei nostri traguardi.

Spesso è difficile, ma non abbiamo nulla in meno di nessuno e perché le cose belle non dovrebbero capitare proprio a noi?

Quando otteniamo un traguardo possiamo esserne contenti e mostrarlo al mondo, non andiamo a sminuire nessun’altro facendolo, semplicemente condividiamo con il mondo i nostri successi che è totalmente differente rispetto all’assere superbi o vantarsi di qualcosa.

 

Nel testo i Sei Pilastri dell’Autostima vi sono poi tanti esempi di come una mancanza di autostima possa condizionare i nostri percorsi, di come si possa riconoscere una persona con una giusta autostima da una che ha ancora bisogno di aumentare l’autostima per ottenerne un buon livello. Per questi esempi vi rimando al testo qualora vi interessi approfondire.

 

I SEI PILASTRI DELL’AUTOSTIMA! COME AUMENTARE L’AUTOSTIMA (SECONDA PARTE): QUALI SONO I SEI PILASTRI DELL’AUTOSTIMA

 

Come aumentare l’autostima

 

La seconda parte del libro, diciamo circa dalla pagina 100 a 200, l’autore va proprio ad esaminare uno per uno quelli che secondo lui sono i sei punti fondamentali (o pilastri) sui quali bisogna lavorare per aumentare la propria autostima.

 

Ve li elenco così come sono poi elencati nel libro:

  1. La pratica di vivere consapevolmente
  2. La pratica dell’accettazione di sé
  3. La pratica del senso di responsabilità
  4. la pratica dell’affermazione di sé
  5. La pratica di darsi un obiettivo
  6. La pratica dell’integrità personale

Credo che anche solo leggendo queste sei frasi si apra un mondo, un mondo di consapevolezza e interesse verso la propria persona, al modo in cui ci si può riappropriare della propria coscienza; io lo riassumo in un termine che forse è solo mio, ma che trovo esplicativo, a mio avviso queste sei pratiche sono riassumibili con l’essere “centrati” con il ritrovare un proprio equilibrio interiore, lontano da paranoie, da negatività esterna e da valori che non ci appartengono.

Nel testo poi, queste sei pratiche vengono spiegate nel dettaglio in modo da garantirne la comprensione e l’autore propone degli esercizi in modo da incrementarli e farli propri all’interno della vita quotidiana. Gli esercizi si basano per lo più su frasi da completare settimanalmente in modo da facilitare l’assimilazione e il ragionamento sul concetto di base.

Non so dirvi se questo tipo di esercizio funzioni in quanto non ho avuto la voglia (sono sincera) di provare l’esercizio e mi sono limitata a leggere il libro come se si trattasse di un saggio, per farmi un’idea generale dell’argomento; ad ogni modo mi faceva piacere informarvi della possibilità di implementare alla teoria questi esercizi pratici qualora foste interessati all’acquisto del libro.

 

I SEI PILASTRI DELL’AUTOSTIMA! COME AUMENTARE L’AUTOSTIMA (TERZA PARTE): APPLICAZIONE DELLA TEORIA NELLA PRATICA

 

Come aumentare l’autostima

 

La terza parte del libro “I sei pilastri dell’autostima” è forse quella che ho preferito, anzi senza forse!

Le ultime 100 pagine scorrono meravigliosamente, in quanto ripercorrono ambiti specifici in cui aumentare la propria autostima è fondamentale.

L’excursus inizia prendendo in esame la figura genitoriale, di come due bravi genitori devono agire sin dalla nascita del proprio figlio per farlo sentire sicuro e protetto e porre le basi fin da subito per allevare un piccolo uomo (o una piccola donna 🙂 che nella sua vita potrà crescere con una sana ed equilibrata stima si sé.

Riassunto in maniera riduttiva, ho letto di come due genitori devono fare capire al bambino di esserci, di essere presenti, sapendo imporre regole praticabili e giuste, non autoritarie, ma coerenti.

Le regole per un bambino sono fondamentali per capire sino a dove può spingersi e per testare e riconoscere quelli che saranno i propri valori, il tutto senza costrizione o violenza, anzi in un ambiente in cui si viene rispettati.

Il rispetto che ci viene insegnato da piccoli è il rispetto che poi ci verrà automatico portare e che ci verrà inconsciamente e giustamente da pretendere nei nostri riguardi. Il modo più facile per impararlo è dagli esempi che ci vengono dati sin da piccoli, dall’affiatamento che si può vedere fra i genitori che magari anche nelle piccolezze delle faccende quotidiane sanno discutere pacatamente o sanno ringraziarsi per le piccole cose; ma anche da come i genitori si rivolgono al piccolo, trattandolo adeguatamente alla propria età e sempre con educazione.

I genitori dovrebbero spronare i figli a spingersi oltre, senza giudicarli come persone, al massimo giudicando i comportamenti, non l’essenza del bambino, facendo capire che si è disposti ad ascoltare e a capire, senza per questo essere accondiscendenti o accettare determinati comportamenti.

Un altro punto cruciale è anche quello delle lodi, anche queste non devono essere gratuite o esagerate, devono essere realistiche rispetto al comportamento e mai elargite per qualche caratteristica che esalti la persona e non l’azione; altrimenti si rischia il caso contrario all’insulto e cioè andare a creare futuri adulti sempre alla ricerca di un’approvazione personale, sempre insoddisfatti e desiderosi di approvazione.

Insomma, l’ultima parte tratta davvero di temi complicati tuttavia interessantissimi.

 

 

Dopo l’aspetto pedagogico l’autore tratta l’importanza dell’aumentare l’autostima nei lavoratori, un altro tasto cruciale ed attualissimo per la società moderna, in cui si pone sempre più attenzione alle competenze del singolo lavoratore e di come questo sa muoversi all’interno del sistema produttivo.

Nel mercato moderno infatti, non ci si aspetta più che il lavoratore sia un becero esecutore manuale di un compito, bensì si cerca sempre di più il lavoratore proattivo che sappia dare un contributo personale al contesto in cui si trova e per farlo deve necessariamente possedere una buona autostima.

Un’autostima alta permette di relazionarsi correttamente con i propri colleghi, superiori o subordinati che siano.

Permette inoltre di avere ambizioni, riconoscendo le proprie doti e sapendo di poter migliorare mantenendo sempre la volontà di apprendere nuove competenze.

C’è poi un paragrafo interessante su come un leader deve necessariamente avere buona autostima e spronare i propri dipendenti, trovando la chiave giusta per valorizzarli, senza metterli in difficoltà e senza gettare su di essi le proprie frustrazioni. Molto interessante, se volete sul libro c’è molto materiale per approfondire!

 

I SEI PILASTRI DELL’AUTOSTIMA! COME AUMENTARE L’AUTOSTIMA (QUARTA PARTE): CONCLUSIONE

Nell’ultima parte di questo manuale su come aumentare l’autostima vi è una panoramica sul ruolo dello psicoterapeuta e di come molti professionisti si concentrino sul riportare a galla le nostre parti più buie, tralasciando in molti casi le nostre parti più belle che magari faticano ad emergere e che potrebbero incrementare i nostri livelli di autostima.

Ovviamente l’autore consiglia anche ai professionisti di dare ampio spazio all’autostima dei pazienti, in quanto molto spesso, risolto questo tassello. il puzzle si compone di nuovo nella sua completezza.

 

Venendo a noi…

Nel complesso a me il libro è piaciuto molto, non credo che da solo possa risolvere chissà quale problematica, ma trovo che possa offrire tantissimi punti di riflessione e di introspezione! Per cui, sì: lo consiglio!

 

Fatemi sapere cosa cosa ne pensate e se vi fa piacere ogni tanto trovare anche questo genere di argomenti qui sul blog!

Io vi aspetto con il prossimo post e nel mentre vi invito a tenerci in contatto sui social. Questi sono i miei:

– Instagram: ChiacchiereconStefy

-Twitter: TweetconStefy

 

🌻Se vuoi trovare il link al libro di Nathaniel Branden “I sei Pilastri dell’Autostima” dal mio Amazon Affiliate puoi farlo Cliccando Qui!

🌻Se invece vuoi leggere il mio precedente post a proposito della crescita personale clicca qui! Troverai un accenno alla mia esperienza con il metodo di The Miracle Morning!

 

Per oggi è davvero tutto!

Grazie per aver letto fino alla fine questo mio articolo sul come aumentare l’autostima!

A presto,

Stefy

 

 

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